Storia del Club

Il club, nato nel 1928 e rifondato prima nel 2015 e poi nel 2017, conta venticinque partecipazioni ai campionati professionistici di calcio annoverando, come apice del suo palmarès, la vittoria di un torneo di Serie C2; il Foligno vanta i suoi trascorsi migliori nel periodo interbellico, nel secondo dopoguerra e sul finire degli anni 2000, quando arrivò a sfiorare l’approdo in Serie B.

I colori sociali tradizionali della squadra sono l’azzurro e il bianco, mentre i giocatori sono soprannominati “Falchetti” per via della figura araldica simbolo della formazione folignate, un falco. Disputa le gare interne allo stadio Enzo Blasone.

Dagli anni 1920 agli anni 1940

L’Associazione Sportiva Foligno, da cui ha origine l’odierno club, venne fondata nel 1928, tuttavia la città folignate annoverava squadre di calcio amatoriali già dai primi anni del XX secolo. Si svolsero poi incontri con i militari cecoslovacchi di stanza a Foligno durante la prima guerra mondiale, mentre compagini vere e proprie si ebbero solamente a partire dal 1916, con gare contro l’allora formazione di Terni.

L’esordio ufficiale dei Falchetti avvenne il 24 febbraio 1929, quando affrontarono il Tiferno per la prima giornata del girone umbro di Terza Divisione; campionato che il Foligno poi vinse superando il Perugia nello spareggio per il primo posto giocato sul neutro di Arezzo, che nell’occasione valse una promozione d’ufficio direttamente in Prima Divisione.

Il primo risultato di rilievo della sua storia lo ottenne nella stessa categoria, nella stagione 1933-1934, che concluse in seconda posizione in classifica ottenendo così l’accesso alle finali per la promozione in Serie B: tuttavia la Federazione, per un illecito compiuto da elementi estranei alla società folignate ma che comunque andò a favore della stessa, la escluse dalle finali; nelle settimane seguenti la squadra non riuscirà a regolarizzare l’iscrizione al successivo campionato di Prima Divisione, venendone estromessa.

Dal secondo dopoguerra agli anni 1960

Nell’immediato dopoguerra, in un’Italia che ancora faceva i conti con le devastazioni lasciate dal secondo conflitto mondiale, la squadra folignate — ora nota sotto la denominazione di Foligno Calcio, dopo che negli anni della guerra aveva brevemente assunto il nome commerciale di Aeronautica Umbra Foligno tramite abbinamento — andò nuovamente vicina alla promozione in cadetteria, chiudendo al secondo posto il proprio girone nel campionato di Serie C organizzato dalla transitoria Lega Centro-Sud; una successiva riforma dei campionati, a stagione conclusa, aveva comunque aperto ai biancazzurri le porte della Serie B tramite ripescaggio, cui tuttavia la società rinunciò per ragioni economiche.

La stagione 1945-1946 si rivelò solo un acuto poiché, di lì a breve, i Falchetti scivoleranno via via nelle serie inferiori, dove stagneranno per i successivi tre decenni. Gli anni del boom economico trascorsero per i biancazzurri nei livelli regionali, tra Prima Divisione, Promozione e IV Serie, categoria quest’ultima dove, tra il 1956 e il 1957, sfiorarono il ritorno in Serie C inanellando un secondo e un terzo posto.

Con la stagione 1962-1963, dopo la vittoria del campionato umbro di Prima Categoria davanti al Bastia, avvenne un primo approdo in Serie D dove la squadra si fermò pressoché stabilmente sino alla prima metà degli anni 1970, conducendo vari campionati di discreto livello; i migliori risultati raggiunti dal Foligno in questo periodo rimasero i quarti posti datati 1968 e 1970, pur senza mai riuscire a impegnarsi concretamente per la promozione.

Dagli anni 1970 agli anni 1990

Nel 1976 una brusca e per certi versi inaspettata retrocessione sembrò paventare l’inizio di un’epoca buia in fatto di risultati. Contrariamente, la fine del decennio diede invece nuovo impulso alla storia del club che dapprima, sotto la guida di Mario Massini, primeggiò nel 1979-1980 nel torneo umbro di Promozione, tornando così nella massima categoria dilettantistica nazionale,[6] e, appena due anni dopo, vinse il proprio girone nell’Interregionale, raggiungendo il traguardo della Serie C2: la promozione arrivò solo il 16 maggio 1982, nello spareggio di Siena,[7] superando quel Cynthia con cui i Falchetti di Vincenzo Castignani, con Boranga a difendere i pali[6] e la coppia Donati-Mariotti in attacco, battagliarono per tutto il campionato chiudendo a pari punti la stagione regolare.

I biancazzurri del presidentissimo Angelo Giacinti rimasero in quarta serie appena dodici mesi poiché, già nell’annata 1982-1983, il secondo posto nel proprio girone valse loro lo storico approdo in Serie C1. Fu questo il secondo periodo di gloria nella storia del Foligno che tuttavia ebbe modo di giocare sui campi della terza serie lo spazio di una stagione, salutando poi nel 1986 anche la C2 nonostante la presenza, tra le proprie file, di un bomber di provincia quale Palanca. Da qui in avanti, altrettanto veloce fu la discesa nelle categorie inferiori financo alla retrocessione del 1994 nel torneo umbro di Eccellenza, facendo quindi la spola tra questo ultimo e il Campionato Nazionale Dilettanti sino all’inizio del III millennio.

Dagli anni 2000 ad oggi

Dopo quasi un ventennio trascorso nelle leghe dilettanti, gli anni 2000 rappresentarono per il Foligno, passato nel frattempo sotto la presidenza di Maurizio Zampetti, l’inizio di una veloce risalita nella piramide calcistica nazionale. La stagione 2002-2003 fu quella del double regionale, con la vittoria del campionato di Eccellenza, davanti alla Fortis di Terni, e annessa coppa umbra. Tornati in Serie D, già dodici mesi dopo i biancazzurri andarono vicini a una nuova promozione chiudendo il proprio girone alla seconda piazza, a tre lunghezze dal Morro d’Oro; la squadra si rifece nella stagione seguente, 2004-2005, quando primeggiò staccando nettamente il Cattolica (pur se mancò poi l’obiettivo della poule scudetto di categoria).

Passato un altro biennio, il 6 maggio 2007 i Falchetti allenati da Giovanni Pagliari vinsero con una giornata di anticipo il proprio girone di Serie C2, ritornando dopo ventitré anni in C1 (ma fallendo anche stavolta l’obiettivo di fine stagione, in questo caso la supercoppa di categoria). Pur da matricola del campionato, l’annata 2007-2008 vide continuare il momento positivo del Foligno che, affidato a Pierpaolo Bisoli e ricco di giovani prospetti quali Cacciatore, Parolo, Pascali e Volta, chiuse la classifica al quarto posto sfiorando per la terza volta nella sua storia la Serie B, rinunciandovi solamente ai play-off dopo la sconfitta in semifinale per mano del Cittadella.

La mancata promozione sancì di fatto la fine di un ciclo. Nel triennio seguente i biancazzurri lottarono nella nuova Lega Pro Prima Divisione unicamente per la salvezza, peraltro raggiunta nel 2009 e nel 2011 passando dai play-out vinti, rispettivamente, contro Pistoiese e Ternana. Salvezza invece mancata nel biennio 2011-2013, quando una doppia retrocessione fece cadere i folignati dapprima in Lega Pro Seconda Divisione e infine, dopo dieci anni consecutivi nel calcio professionistico, in Serie D.

Di nuovo nei dilettanti, nel campionato 2013-2014 gli umbri andarono vicini a un immediato ritorno in Lega Pro chiudendo al secondo posto il proprio girone, salvo essere eliminati alla terza fase dei play-off dal Borgosesia. La stagione 2014-2015 fu invece segnata, a livello societario, da un dissesto finanziario che portò, nel marzo 2015, al fallimento del club biancazzurro, che riuscì comunque a concludere il campionato a metà classifica grazie all’esercizio provvisorio; nelle settimane seguenti venne quindi costituita una nuova società, il Città di Foligno 1928, che rilevò titolo sportivo e parco tesserati del precedente Foligno Calcio ponendosi quindi in continuità con lo stesso e mantenendo la categoria.

Questa apparente rinascita, fu tuttavia solo l’inizio di un biennio horribilis che portò il club al punto più basso della sua storia. Dopo un altro anonimo campionato, il 2017 si rivelò una sorta di anno «zero» per il calcio folignate: i biancazzurri, oltre a ricadere in problemi economici, finirono invischiati anche nei guai giudiziari del loro patron Gianluca Ius, con la squadra colpita da un’interdittiva antimafia della prefettura di Perugia che, di lì a breve, ne impedì il prosieguo dell’attività portando all’esclusione dai campionati a stagione in corso, e alla conseguente radiazione.

Nei mesi seguenti una concertazione tra l’amministrazione comunale e varie società calcistiche minori della città, sfociò nell’estate 2017 nella rinascita del Foligno Calcio, ciò principalmente grazie alla Nuova Fulginium che attraverso un cambio di denominazione mise a disposizione titolo sportivo, giocatori e strutture: il Foligno, col suo storico marchio, ripartì quindi dal campionato regionale di Promozione.

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